Le “Disposizioni di vigilanza per gli Intermediari Finanziari iscritti nell’” Albo Unico”, emanate con la Circolare 288 del 3 Aprile 2015 e successivi aggiornamenti, definiscono i criteri e i requisiti che gli Intermediari Finanziari iscritti all’Albo Unico ex art. 106 del TUB devono seguire e rispettare nel corso della loro attività. In particolare il Titolo IV definisce organicamente la disciplina prudenziale vigente e i regolamenti della commissione europea cui fare riferimento. La normativa si focalizza su “tre pilastri” previsti dalla disciplina di Basilea e dalla regolamentazione europea. Nel dettaglio:

  1. il primo introduce un requisito patrimoniale per fronteggiare i rischi tipici dell’attività finanziaria, definendo metodologie alternative di calcolo dei requisiti patrimoniali con differenti livelli di complessità nella misurazione dei rischi e nei requisiti organizzativi e di controllo;
  2. il secondo richiede agli intermediari di dotarsi di una strategia e di un processo di controllo dell’adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, denominato ICAAP (Internal Capital Adequacy Assesment Process), che deve essere documentato, formalizzato, soggetto a revisione periodica ed approvato dagli organi societari;
  3. il terzo, infine, introduce specifici obblighi di informativa al pubblico, riguardanti l’adeguatezza patrimoniale, l’esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei relativi sistemi di gestione e controllo. La disciplina è ispirata ad un generale criterio di proporzionalità che, tenendo conto delle differenze esistenti tra gli Intermediari, ad esempio sotto il profilo dimensionale ed organizzativo, definisce regole e richiede interventi in linea con le specificità di ciascun soggetto.